Milano, ora di punta, sull'autobus. Un cellulare squilla. Due, tre. In pochi minuti potete sentire tutta la cronostoria del divorzio della figlia della vicina della signora di fianco, i dettagli sull'influenza del tizio davanti, e sapete che alle 17 Luca e Giulia si trovano da Zurli a bere un caffè. Meraviglioso.
"Come usare il telefono", quindi, non è una domanda scontata: anche se il cellulare è relativamente recente, l'Enciclopedia della donna sa bene che il sesso debole è quello più tentato dalle lunghe ore di conversazione..e visto che il bon ton le consiglia anche di non lavorare, e che la bolletta la paga il marito, il capitolo su come usare il telefono diventa un capitolo di salvaguardia del matrimonio.
Vediamo:
"Anzitutto, bisogna abituarsi a considerare il telefono sempre come un mezzo e mai come un fine. La signora che costringe l'amica ad ascoltare il resoconto particolareggiato del film visto la sera prima o si diffonde in dettagli sulla donna di servizio o sulle bizzarrie della sarta, usa il telefono come un fine: le telefonate saranno per lei un passatempo quotidiano. Al contrario, considera il telefono come mezzo chi se ne serve per semplificare e organizzare la propra vita pratica: ad esempio, per fissare un appuntamento, per fare ordinazioni ai fornitori, per chiedere informazioni ecc...naturalmente il telefono è anche un mezzo insostituibile per facilitare i rapporti col prossimo. Ce ne serviremo per un rapido saluto alle persone care, per fare gli auguri agli amici e parenti..."
Per quanto riguarda i saluti - ve lo cito per amor documentario - l'Enciclopedia vi ricorda di non usare in nessun caso la formula "a risentirci"...al massimo potete dire "ci risentiamo".
Ultima chicca: "Se la cameriera ci informa che la signora è a tavola, raccomandiamo di non disturbarla, lasciando detto il nostro nome, oppre richiamando più tardi".
Se conoscete qualcuno che lavora in un call center, passate il post...oppure cercatemi una cameriera.